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La Prof.ssa Nicoletta Di Simone riceve a Roma e Milano su appuntamento.

Informazioni di Contatto

ATTIVITA' E AREE DI ECCELLENZA

Attività clinica e scientifica.

La Prof.ssa Nicoletta Di Simone ha svolto e svolge attività di ricerca clinica e di base traslazionale nel settore della medicina personalizzata.

Ha sviluppato una ricerca innovativa nel settore dell’abortività spontanea ripetuta su base immunologica associata alla sindrome da anticorpi antifosfolipidi: ha condotto  ricerche che hanno chiarito il ruolo degli anticorpi antifosfolipidi Beta2 – glicoproteina 1 – dipendenti nel determinare il danno placentare e gli insuccessi ostetrici in pazienti con sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS).

Ha effettuato studi volti ad indagare i meccanismi responsabili dei difetti di placentazione. Le ricerche sono state effettuate grazie a collaborazioni nazionali ed internazionali.

E’ stata responsabile scientifico internazionale di studi di ricerca di base e osservazionali finalizzati alla comparazione dell’efficacia di diverse forme di eparina sulla funzionalità placentare,  oltre ad essere ideatrice e responsabile di studi clinici e di laboratorio volti a confermare e comprendere positività anticorpali riscontrate nelle più frequenti complicanze della gravidanza, ancora oggi molto spesso inspiegate.

Studi condotti a partire dal 2008, le hanno permesso di conseguire importanti risultati nell’ambito dei meccanismi di danno placentare che si verificano in donne affette da malattia celiaca. Ha dimostrato come nelle pazienti celiache la decidua rappresenti una sede di presentazione antigenica della gliadina e come quest’ultima sia in grado di scatenare una risposta cellulo-mediata responsabile di un danno apoptotico tissutale. Tali meccanismi di danno determinano delle complicanze ostetriche che possono portare ad una ridotta crescita fetale intrauterina o una perdita precoce della gravidanza.

Ha analizzato l’ipotesi di un’eziologia infettiva nella patologia preeclamptica e eitotrofoblasto. Tramite tali osservazioni, si sta tentando di spiegare l’associazione tra infezione da HP e preeclampsia, suggerendo un ruolo dell’infezione nell’etiopatogenesi della preeclampsia, nella disfunzione endoteliale ad essa associata e sul rischio cardiovascolare che tali pazienti presentano nella vita futura.

Recentemente, la sua ricerca è stata finalizzata allo studio di nuovi meccanismi immunopatogenici che si verificano all’interfaccia materno-fetale, nell’evento abortivo spontaneo. I principali temi  includono studi sulla permeabilita’ intestinale, correlando una condizione i aumentata/alterata permeabilita’ intestinale con una condizione infiammatoria endometriale e con alterazioni morfostrutturali del tessuto endometriale. Sono in corso studi di valutazione di nuovi approcci diagnostici e terapeutici che hanno la finalita’ di evitare il ripetersi dell’evento abortivo nelle gravidanze successive.

Il campo d’ interesse scientifico si e’  esteso ad una popolazione di donne con storia di parto prematuro o a rischio di parto prematuro. Sono in corso protocolli clinici e ricerche di base con la finalita’ di identificare marcatori precoci di tale patologia per poterla trattare e ridurne il rischio d’incidenza/ricorrenza 

Altri settori d’interesse sono: la pregressa morte endouterina, l’endometriosi, con i suoi i nuovi approcci terapeutici e strategici, l’adolescenza e la menopausa.

Competenze e aree di interesse.

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