Ipertensione materna

L’ipertensione in gravidanza è una condizione che si caratterizza da un aumento della pressione arteriosa durante la gestazione. È un evento che ha diverse opzioni di trattamento in base alla gravità della situazione e se è in gioco la salute della madre e/o del feto.

L’identificazione tempestiva e la gestione appropriata di questa condizione sono essenziali per portare avanti la gravidanza serenamente. Per questo è importante sottoporsi a controlli regolari e tenere un diario per registrare la pressione e, in caso di necessità, intervenire tempestivamente.

Cos’è l’ipertensione gestazionale

L’ipertensione in gravidanza è una condizione che vede l’aumento della pressione arteriosa durante i nove mesi di gestazione. È un evento che può verificarsi dopo la 20esima settimana e, generalmente, scompare dopo il parto.

Risulta importante non confonderla con l’ipertensione cronica preesistente perché la gestione delle condizioni è differente.

Le caratteristiche della pressione alta in gravidanza prevedono, rispetto ai valori basali, un:

  • Aumento della pressione sistolica di almeno 30 mmHg;
  • Aumento della pressione diastolica di almeno 15 mmHg.


Questa condizione può, in alcuni casi gravi, portare alla preeclampsia e avere conseguenze importanti sulla salute sia della madre che del feto.

Quali sono i soggetti più a rischio di avere la pressione alta in gravidanza

L’ipertensione in gravidanza può interessare tutte le donne, ma esistono alcuni fattori che possono contribuire all’insorgenza di questa condizione.

Le donne che hanno superato i 35 – 40 anni di età possono essere più inclini ad avere la pressione alta in gravidanza. Questo può accadere anche se si è in attesa di gemelli, o si sta affrontando la prima gestazione.

Ricordo che anche la presenza di ipertensione arteriosa tra i familiari di primo grado può aumentare la predisposizione.

È sempre importante tenere sotto controllo il proprio peso corporeo, così come le condizioni mediche preesistenti per diminuire il rischio di sviluppare ipertensione.

Altri fattori predisponenti alla pressione alta in gravidanza sono le gravidanze ottenute da fecondazione in vitro, la predisposizione genetica, la presenza di diabete in gravidanza, le malattie autoimmuni la presenza di precedenti disturbi cardiovascolari, o di ipertensione cronica.

Pressione alta in gravidanza sintomi

L’ipertensione in gravidanza può presentare diversi sintomi che richiedono di contattare il proprio ginecologo in modo tempestivo per gestire questa condizione. Tra i principali sintomi abbiamo:

  • Cefalea/mal di testa;
  • Nausea e dolore epigastrico o addominale;
  • Disturbi visivi;
  • Malessere.


Può capitare che la pressione alta in gravidanza sia del tutto asintomatica. Risulta perciò importante monitorarla con attenzione, eseguendo anche regolarmente esami del sangue e delle urine, senza sottovalutare mai la comparsa di gonfiori ed edemi.

Pressione alta in gravidanza cause

Le cause che portano all’ipertensione in gravidanza non sono note, anche se in alcuni casi sembra associarsi ad un’alterazione nella formazione della placenta.

Quando, infatti, la placentazione non è completa, oppure è difettosa, questa non funziona come dovrebbe, portando a un aumento della pressione arteriosa, con una diminuzione di flusso sanguigno verso il feto.

Quali sono i valori corretti della pressione in gravidanza

Secondo quanto indicato dal Ministero della Salute, il primo incontro della futura mamma con il ginecologo dovrebbe avvenire entro le 10 settimane. In questo momento viene, infatti, preso il primo valore della pressione arteriosa sul quale poi basare tutte le altre misurazioni, tenendo sempre conto della storia clinica della donna.

I valori normali della pressione in gravidanza sono, generalmente, quelli che vengono raccomandati alla popolazione in generale, tenendo in considerazione le fisiologiche oscillazioni ormonali.

Secondo le linee guida dell’European Society of Cardiology e dell’European Society of Hypertension i valori ottimali della pressione in gravidanza dovrebbero essere:

  • Pressione sistolica inferiore a 120 mmHg;
  • Pressione diastolica inferiore a 80 mmHg.


Quando ci troviamo davanti a un valore di massima superiore ai 140 mmHg e di minima superiore ai 90 mmHG possiamo parlare di ipertensione in gravidanza. Al contrario, parliamo di ipotensione, o pressione bassa in gravidanza, davanti a una pressione sistolica al di sotto dei 90 mmHg e/o diastolica al di sotto dei 60 mmHg.

Si può prevenire l’ipertensione in gravidanza?

Per prevenire l’ipertensione in gravidanza non esistono dei test specifici che ci permettono di individuare questa condizione anticipatamente, se non in protocolli di ricerca. Risulta, quindi, di fondamentale importanza mantenere un monitoraggio regolare, effettuando tutti gli esami ginecologici previsti.

Il consiglio è di tenere un diario della pressione, andandola a misurare almeno due volte a settimana. Sarà, inoltre, utile effettuare gli esami delle urine e della creatinina.

È bene, di regola, osservare uno stile di vita sano, facendo esercizio e seguendo una dieta adeguata.

Tutte queste precauzioni permettono di tenere sotto controllo la pressione alta in gravidanza e di intervenire, nel caso, tempestivamente.

Ipertensione in gravidanza terapia

Se viene diagnosticata l’ipertensione in gravidanza il trattamento dipende dalla gravità della condizione.

Nel caso in cui la pressione diastolica sia compresa tra i 90 e i 99 mmHg il trattamento riguarda il comportamento della donna che dovrà essere modificato. Andrà, quindi, ridotto il peso corporeo e introdotta una dieta e l’astensione dal fumo e dall’alcol.

Se invece la pressione diastolica raggiunge o supera i 100 mmHG, la pressione alta in gravidanza dovrà essere trattata utilizzando dei farmaci sicuri anche per il feto.

Nei casi più gravi può emergere la preeclampsia. In questo caso il trattamento si fa più complesso e prevede il controllo attento della donna, fino all’ospedalizzazione.