Iposviluppo fetale

L’iposviluppo fetale è una condizione in cui il feto non raggiunge le dimensioni e lo sviluppo attesi per la sua età gestazionale. È una condizione che può avere diverse cause e il suo riconoscimento tempestivo può essere utile per intervenire in maniera mirata salvaguardando la salute della madre e del bambino.

Per monitorare il possibile ritardo nella crescita fetale si utilizzano diversi strumenti, come l’ecografia, le misurazioni antropometriche e la flussimetria materno fetale.

Cos’è l’iposviluppo fetale

L’iposviluppo fetale è caratterizzato da un feto che non raggiunge le dimensioni e lo sviluppo attesi per la sua età gestazionale, con un ritardo nella crescita degli organi e dei tessuti fetali.

È una delle condizioni che i medici si trovano ad affrontare più spesso. Per parlare di iposviluppo la circonferenza addominale del feto, misurata attraverso l’ecografia, risulta inferiore al 10° centile.

Bisogna ricordare che non tutti i feti poco sviluppati nascondono una patologia: il 30%, infatti, è costituzionale, ovvero sono feti che hanno raggiunto il loro potenziale di crescita con una curva di crescita comunque regolare.

Come si misura lo sviluppo del feto

La crescita del feto non è mai uniforme. Dal terzo al quinto mese il bambino cresce in lunghezza di circa 5 cm al mese. Mentre negli ultimi mesi di gestazione sarà il peso a fare da padrone, con una crescita di circa 600-700 grammi al mese.

È bene ricordare che all’inizio del terzo mese la testa rappresenta la metà dell’intera lunghezza del feto, per poi diminuire fino ad arrivare a un quarto al momento della nascita.

Il processo di misurazione prevede l’utilizzo di esami ecografici in grado di monitorare la crescita del feto. Durante l’ecografia viene misurata la circonferenza cranica, l’ampiezza biparietale, la circonferenza addominale e la lunghezza femorale, per stimare l’età gestazionale e valutare lo sviluppo.

Da tenere in considerazione anche la circonferenza addominale e il peso della madre, che possono essere indicatori indiretti della crescita del feto.

In alcuni casi possono essere anche eseguiti degli esami del flusso sanguigno fetale così da valutare la salute e il benessere del feto attraverso la valutazione delle arterie uterine, ombelicali e delle arterie cerebrali.

Anche l’ambiente in cui si sviluppa il piccolo, gioca un ruolo importante. La quantità del liquido amniotico possono essere, quindi, oggetto di valutazione.

Quali sono le cause dell’iposviluppo fetale

Solo in una piccola percentuale è possibile identificare quali siano le cause di un ritardo nella crescita fetale. Possiamo però prendere in considerazioni alcuni fattori di rischio come:

  • Malattie autoimmuni;
  • Pressione sanguigna elevata in gravidanza;
  • Diabete;
  • Trombofilie materna;
  • Malnutrizione.


Esistono però delle cause che sono riferibili alla placenta, come malformazioni o un suo impianto anomalo con alterazioni funzionali.

Anche le infezioni, le anomalie o sindromi cromosomiche possono giocare un ruolo nell’iposviluppo fetale. È questo il caso della sindrome di Down o in quella di Turner.

Come trattare l’iposviluppo fetale

Al momento non esistono terapie o interventi per trattare l’iposviluppo fetale e aiutare la placenta a funzionare nella maniera più corretta.

Se la mamma presenta delle problematiche, con un ritardo nella crescita fetale accompagnato da rischio di preeclampsia, si da alla donna una terapia che l’aiuti a procrastinare il piu’ possibile la data del parto associato ad un monitoraggio intensivo del benessere materno e fetale. Ma quando ci si rende conto che rimanere nel grembo per il bambino è rischioso, non si può far altro che programmare un parto anticipato, molto spesso con un taglio cesareo. Il tutto dovrà essere preceduto dalla somministrazione di farmaci corticosteroidi, che possono aiutare nella crescita polmonare del nascituro.

Al fine di capire quale possa essere il momento più adatto per il parto si utilizzano i dati che emergono dalla cardiotocografia e dallla flussimetria doppler delle arterie ombelicali e cerebrali.