Malattie infiammatorie intestinali in gravidanza

Le malattie infiammatorie intestinali (IBD), tra cui la malattia di Crohn e la retto-colite ulcerosa, possono presentare delle sfide complesse per le future madri. La gestione attenta di queste condizioni è essenziale per garantire il benessere sia della madre che del bambino in via di sviluppo.

Nell’affrontare le IBD durante la gravidanza, è fondamentale considerare attentamente il rischio di riacutizzazione delle condizioni e, nel caso, trovare soluzioni che non mettano in pericolo il feto.

Quali sono le malattie infiammatorie intestinali

Durante la gravidanza, le donne con malattie infiammatorie intestinali possono affrontare sfide aggiuntive legate alla gestione della loro condizione.

Chi soffre del Morbo di Crohn, o di colite può sperimentare da un lato il miglioramento dei sintomi, ma dall’altro, per alcune, potrebbe esserci un acuirsi della condizione.

La gestione può coinvolgere modifiche nella terapia farmacologica sotto la guida del medico per tenere sotto controllo l’infiammazione e garantire la sicurezza del feto.

Anche la sindrome dell’intestino irritabile, con flatulenza e cambiamenti nelle abitudini dell’alvo, può modificarsi con la gravidanza. Una corretta idratazione, alimentazione ed assunzione di farmaci o integratori specifici puo’ contribuire a gestire i sintomi.

Posso rimanere incinta se ho una malattia infiammatoria intestinale?

Quando si ha una malattia infiammatoria intestinale si può rimanere incinta, meglio se la malattia sia in remissione almeno da tre mesi. Solo in questa maniera si può stare relativamente tranquilli e ridurre i rischi che possono insorgere quando l’infiammazione è in corso.

Sono molte le donne che credono erroneamente che essere affette da una malattia infiammatoria cronica intestinale porti a un maggior rischio di infertilità. Anche negli uomini queste malattie non sono un impedimento alla fertilità. L’unica attenzione è da porre sui farmaci e sui loro effetti collaterali che possono ridurre o cambiare la produzione di spermatozoi, riducendone la mobilità.

Malattie infiammatorie intestinali in gravidanza sintomi

L’estensione e la gravità della malattia infiammatoria intestinale possono modificarsi durante la gravidanza. Circa due terzi delle donne in remissione rimarranno in tale condizione, mentre quelle con malattia attiva avranno probabilmente una persistenza della malattia durante la gestazione.

La ricerca ha dimostrato che il 33% delle donne che soffre di colite ulcerosa, affronta una ricaduta nel primo trimestre. Se la malattia dovesse ripresentarsi durante poco dopo il parto bisognerà prendersi cura della propria salute in maniera attenta.

Donne che soffrono del Morbo di Crohn possono presentare un rischio più elevato di carenza di vitamina K, importante per la coagulazione del sangue.

Malattie infiammatorie intestinali in gravidanza rischi

Le malattie infiammatorie intestinali durante la gravidanza possono riacutizzarsi con la gravità e l’estensione della malattia che possono influenzare il decorso della gestazione.

Le donne che soffrono di IBD possono avere un rischio leggermente aumentato di complicazioni come parto pretermine o basso peso del bambino alla nascita.

Pazienti con malattia di Crohn possono essere a rischio di carenze nutrizionali, incluso il rischio di mancanza di vitamina K. Una dieta bilanciata e l’assunzione di integratori possono contribuire a prevenire queste deficienze durante la gravidanza.

Dopo il parto, il rischio di riacutizzazione può aumentare, e la cura postpartum deve considerare entrambe le esigenze della madre e del neonato.