Parto prematuro

Il parto prematuro è un evento in cui il bambino nasce prima della 37esima settimana di gravidanza. Sebbene ogni gravidanza possa presentare questo rischio, alcune donne sono più suscettibili, con fattori come gravidanze multiple, obesita’ materna, problemi tiroideo, precedenti esperienze di parto prematuro o problematiche uterine che possono aumentarne le probabilità.

È un evento che può comportare diversi rischi significativi per la salute del neonato, perché potrebbe non aver completato la crescita e non aver raggiunto la maturita’ polmonare necessaria per sopravvivere fuori dall’utero.

Cause parto prematuro

Le cause che portano a un parto prematuro sono diverse e spesso difficili. Uno dei fattori principali riguarda le infezioni, che colpiscono l’apparato riproduttivo della madre.

Allo stesso modo, le condizioni mediche preesistenti, come il diabete e l’ipertensione, o alcune complicazioni legate ad un anomalo sviluppo placentare, possono scatenare questo evento. C’è un rischio maggiore, inoltre, quando le donne sono molto giovani, o al contrario, più mature.

Ad aumentare il rischio di parto pretermine contribuiscono anche lo stress elevato, l’abuso di sostanze, la scarsa nutrizione, o la pregressa storia ostetrica di parto prematuro. Le gravidanze multiple, sono un altro fattore di pericolo, così come il ruolo che può svolgere il microbiota cioè la popolazione di batteri, protozoi e funghi che abita nel nostro corpo e in vagina.

Sintomi parto prematuro

Il parto prematuro condivide diverse sintomi con il parto a termine, ovvero quello che si conclude dopo i nove mesi. Tra i segnali che possono indicare un parto premature abbiamo:

  • Contrazioni uterine: Si distinguono per il ritmo regolare e l’aumento progressivo della frequenza. L’intensità aumenta gradualmente, causando un dolore simile a crampi mestruali, talvolta avvertito anche a livello lombare.
  • Perdite vaginali: Il collo dell’utero si apre progressivamente, portando alla fuoriuscita di materiale mucoso. Questo può presentare variazioni di colore, come striature rosate. La rottura delle membrane amniotiche può provocare la perdita di materiale acquoso, talvolta con una sfumatura rossastra.


Prima delle contrazioni vere e proprie potrebbero verificarsi delle false contrazioni e una sensazione di pressione o peso a livello vaginale che può precedere l’inizio del travaglio prematuro.

Riconoscere questi segnali è molto importante perché permette di intervenire tempestivamente e gestire il parto prematuro in sicurezza.

Come evitare parto prematuro

Prevenire un parto prematuro significa intervenire sui fattori di rischio modificabili, come avere una dieta più equilibrata, evitare fumo e alcol e affrontare, nell’immediato, le condizioni mediche preesistenti, come infezioni, diabete, obeista’ e altro.

È bene anche monitorare la salute del feto. Nel caso di rottura prematura delle membrane è possibile somministrare il progesterone fino alla 34esima settimana, prevenendo così un terzo delle nascite premature. Allo stesso modo, la comparsa di contrazioni può essere interrotta, qualora fosse necessario, con l’ausilio dell’intervento medico con adeguate terapia anche endovena.

Per evitare di avere un parto pretermine e individuare le donne a rischio, è utile compiere la cervicometria, una misurazione ecografica della lunghezza della cervice uterina.

In caso di sintomi di questo evento, bisogna ricorrere all’ospedalizzazione per mettere in atto tutte le terapie necessarie, che garantiscano lo sviluppo polmonare e il benessere del feto.

Rischi parto prematuro​

Il parto prematuro rappresenta un rischio significativo per la salute del feto, in quanto potrebbe non aver completato la maturazione necessaria per sopravvivere autonomamente fuori dall’utero.

Negli anni, nei Paesi economicamente avanzati, la sopravvivenza a questo evento è aumentata. Nonostante questo, però, la prematurità rimane la principale causa di morte nei bambini sotto i 5 anni, con disparità di sopravvivenza legati alle opportunità di accesso all’assistenza. Dobbiamo anche ricordare che i bimbi che nascono da parti prematuri possono avere sequele a distanza, da problematiche visive, uditive a deficit intellettivi a problematiche motorie

Il rischio viene definito anche dal peso con cui il neonato nasce. Bambini, infatti, con la stessa età gestazionale possono avere un futuro molto diverso, influenzando il loro sviluppo e le possibilità di sopravvivenza.

Anche le mamme però non sono esenti da rischi.

Sebbene ogni gravidanza possa presentare il rischio di parto prematuro, alcune categorie di donne sono più suscettibili. Nonostante siano stati individuati alcuni fattori di rischio, averli non implica necessariamente un parto anticipato. Significa piuttosto che ci si trova in una situazione a rischio superiore rispetto alla maggior parte delle gravidanze.

Le donne che sono a maggiore rischio di parto prematuro sono quelle che:

  • Hanno avuto una gravidanza da fecondazione assistita;
  • Hanno sperimentato già un parto prematuro;
  • Sono in attesa di gemelli;
  • Hanno problemi all’utero o alla cervice;
  • Hanno meno di 18 anni o più di 35.
  • Sono obese
  • Sono ipertese
  • Hanno un anomalo sviluppo placentare

Esistono alcuni stili di vita che, secondo i ricercatori, possono aumentare il rischio di sperimentare un parto prematuro. Tra questi i più comuni sono:

  • Abuso di fumo e alcol;
  • Abuso di droghe;
  • Assenza o ritardo di cure assistenziali;
  • Subire abusi fisici, sessuali, o emotivi;
  • Assenza di supporto sociale;
  • Stress;
  • Famigliarità
  • Orari di lavoro troppo lunghi o rimanere molte ore in piedi;
  • Esposizione a sostanze inquinanti.

Tra i fattori di rischio medici che possono insorgere durante la gestazione e aumentare la possibilità di parto prematuro:

  • Infezioni urinarie e vaginali;
  • Infezioni di altro tipo, trasmesse anche sessualmente;
  • Diabete e diabete gestazionale;
  • Ipertensione;
  • Preeclampsia;
  • Trombofilia;
  • Sanguinamento vaginale;
  • Malformazioni del feto;
  • Sottopeso od obesità;
  • Placenta previa;
  • Intervallo breve tra due gravidanze successive, meno di 6-9 mesi.
  • Alterazioni del microbiota